Adiuvanti conservanti ed eccipienti

È ormai a tutti noto che le specialità commerciali dei vaccini in commercio non sono costituite solo dai germi (batterici o virali) o da alcune loro frazioni, perché a questi devono essere sempre associate varie sostanze (genericamente e impropriamente definite ‘eccipienti’) che possiamo dividere in 4 gruppi:

1 – sostanze disinfettanti, che servono a mantenere asettico il vaccino (sali di mercurio, formaldeide e/o antibiotici come neomicina, kanamicina, gentamicina, polimixina B);
2 – sostanze adiuvanti che permettono di stimolare, incrementare e velocizzare la risposta immunitaria dell’organismo al vaccino (sali di alluminio, fosfato di calcio, emulsioni oleose e/o numerosi nuovi composti chimici di recente utilizzo); esse permettono di usare una quantità inferiore di antigene e quindi di ridurre i costi di produzione del vaccino;
3 – sostanze indesiderate ma con effetti prevedibili, rimaste in soluzione come residuo delle tappe di preparazione del vaccino (terreni di coltura, fattori di crescita, proteine dell’uovo, ecc.);
4 – sostanze ancor più indesiderate e con effetti totalmente imprevedibili che inquinano il preparato vaccinale (virus, prioni o altre proteine, pezzi di DNA o di RNA, ecc.).

Tutte queste sostanze hanno una loro tossicità intrinseca, ma, come tutte le sostanze capaci di svolgere un’azione farmacodinamica, la loro tossicità dipende anche dall’individuo che le riceve.
Sappiamo che la prolungata stimolazione immunitaria causata dagli adiuvanti (per esempio alluminio) contenuti nei vaccini pediatrici può causare gravi danni neurologici centrali …
Tra i vari danni tossicologici dei vaccini, spicca per gravità quello neurologico, anche perché è il più difficile da debellare. Ebbene, la ‘Sindrome encefalica acquisita’ molto spesso non è altro che la reazione dell’organismo a tossine dannose (mercurio o alluminio), materiale proteico di origine animale e/o virus attenuati (che hanno una forte propensione ad attaccare i tessuti nervosi). …
Sappiamo che i neonati si trovano in uno stadio abbastanza delicato della mielinizzazione (cioè della formazione di quel rivestimento esterno delle fibre nervose che è indispensabile per la trasmissione dell’impulso elettrico). La mielinizzazione inizia nel cervelletto durante la vita intrauterina e da lì si estende lentamente alle altre aree del cervello e del sistema nervoso in generale. Per quanto riguarda gli emisferi e la corteccia cerebrali, la mielinizzazione inizia solo verso gli 8 mesi di vita. Questo importante processo di maturazione del sistema nervoso prosegue con ritmi diversi e a seconda del distretto neurologico, fin verso il 15-20° anno di vita e in alcune aree la crescita della mielina continua fino al 45° anno.
Ebbene, si ipotizza che l’encefalite post-vaccinica possa essere una delle cause maggiori di turbe dello sviluppo e di difficoltà di apprendimento in conseguenza dell’effetto perturbante che i vaccini (e le sostanze ad esse associate) svolgono sui processi neonatali di mielinizzazione cerebrale.

Molto spesso, inoltre, i nuovi vaccini combinati contengono dei nuovi adiuvanti (lipide A detossificato, liposomi, microsfere, emulsioni, saponine, muramil-peptidi) e necessiterebbero pertanto di nuovi specifici studi preclinici e clinici (specie di farmacovigilanza) che ne dimostrino l’innocuità, perché potrebbero sorgere nuove allergie e/o effetti indesiderati oggi impensabili verso queste sostanze dato che non sono state sufficientemente sperimentate.
Come commento finale, si può anche dire che un aspetto grave per quanto riguarda i controlli sui nuovi vaccini o sulle combinazioni di vaccini o sui loro adiuvanti o eccipienti è la mancanza di un modello animale in grado di mimare i pattern delle allergie/patologie umane (lo stesso problema vale anche per i danni che ci potrebbero giungere dal consumare gli Organismi Geneticamente Modificati [OGM], perché allo stato attuale una qualsiasi loro analisi sperimentale non potrà mai escludere la loro tossicità umana in vivo, dato che l’uomo non è confrontabile né con un animale e tanto meno con una coltura di laboratorio).

Gava Roberto

(Tratto dal libro: Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 3a ed., 2010)


Informazioni su Roberto Gava

Il Dr. Roberto Gava si è laureato in Medicina all'Università di Padova, si è specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura Cinese e Omeopatia Classica.

Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata.