Importanza della segnalazione delle reazioni avverse ai vaccini

Nel 2008, il Bollettino d’Informazione sui Farmaci, bimestrale dell’AIFA (Agenzia Italiana del farmaco), ha pubblicato un articolo sulle reazioni avverse in età pediatriche spontaneamente segnalate nel corso di tutto l’anno 2007. È emerso che “le segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse sono uno strumento di monitoraggio poco utilizzato in ambito pediatrico, cioè in quella fascia d’età per la quale la disponibilità delle informazioni sulla sicurezza è ancora più limitata.
L’analisi delle segnalazioni relative all’anno 2007 mostra che, escludendo le segnalazioni di reazioni avverse insorte dopo vaccinazione (circa il 70% dei casi pediatrici segnalati), sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza 507 segnalazioni pediatriche di sospette reazioni avverse a medicinali, in maggioranza non gravi e con un esito favorevole (guarigione o miglioramento)”.

Quelle che mi sono sorte immediatamente spontanee leggendo questo articolo sono tre riflessioni:

– Su circa 8,5 milioni di persone (bambini e ragazzi di età da 0 a 17 anni), ogni anno vengono segnalate solo 507 reazioni avverse da farmaci diversi dai vaccini!!! La sottostima è talmente evidente da far quasi paura, perché significa che c’è tutto un mondo di danni da farmaci pediatrici che viene completamente ignorato o comunque non denunciato. Credo che siano ben più di 500 i giovani che si presentano ogni anno al Pronto Soccorso pediatrico del solo ospedale di Padova!

– In questa rivista, che è l’organo di stampa ufficiale dell’Agenzia Italiana del farmaco si dichiara che le segnalazioni spontanee di reazioni avverse da vaccini pediatrici sono state ben superiori e pari al 70% del totale delle reazioni annuali, però queste reazioni non hanno trovato spazio per un articolo nella rivista mentre, a rigore di logica, avrebbero dovuto essere oggetto di pubblicazione prima di tutti gli altri farmaci messi insieme perché:
— le reazioni avverse da vaccini sono numericamente più frequenti (circa 1.200 contro 507);
— le reazioni avverse da vaccini interessano a tappeto tutta la popolazione pediatrica e non solo alcuni particolari soggetti affetti da particolari patologie;
— i vaccini sono farmaci che vengono dati a bambini sani e quindi dovrebbero avere un profilo di sicurezza ben maggiore degli altri farmaci;
— i vaccini vengono annualmente usati meno frequentemente degli altri farmaci (un soggetto in età pediatrica avrà l’occasione di ricevere nella sua vita in media meno di una somministrazione vaccinale all’anno, mentre è palese che le occasioni di assumere altri farmaci sono, in media, ben superiori e forse pari a 5-6 volte all’anno).

– Se su circa 8,5 milioni di persone in età pediatrica ogni anno vengono segnalate solo circa 1.200 reazioni avverse da vaccini, ricordando che ci sono studi di farmacovigilanza attiva che affermano che le reazioni avverse da vaccini (sia lievi che gravi) interessano all’circa il 50-80% dei soggetti, significa che in questo caso la sottostima è impressionante e se la situazione relativa alle segnalazioni delle reazioni avverse degli altri farmaci può essere definita grave, questa è più che gravissima!!!

Pertanto, tutti noi (medici e non medici), proprio perché sappiamo quanto importanti e delicati siano i bambini, abbiamo bisogno di collaborare affinché queste segnalazioni aumentino e si avvicinino alla realtà che, per quanto riguarda i vaccini, rischia di diventare ogni anno sempre più tragica proprio perché aumenta sempre più il numero delle vaccinazioni pediatriche.

Gava Roberto

(Tratto dal libro: Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 3a ed., 2010)


Informazioni su Roberto Gava

Il Dr. Roberto Gava si è laureato in Medicina all'Università di Padova, si è specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura Cinese e Omeopatia Classica.

Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata.